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Dente, vero Giuseppe Peveri, accetta il confronto con un termine che la sua generazione e quella di chi lo segue, i 25-30enni, non vede di buon occhio. Il suo sguardo, fra giochi di parole enigmatici e citazioni di Ungaretti, non esce mai dalla coppia. E forse anche per questo è un simbolo generazionale- CORRIERE
La parola cantautore ha ancora valore? Quello che conta sono le canzoni. E quelle Dente le sa scrivere- IO DONNA
In mezzo ci sono brani che di rado superano i tre minuti ma che sempre lasciano una frase da ricordare, un ritornello da canticchiare, la sensazione che un disco cosi ci resterà in testa a lungo- XL, (7.5) recensione e intervista di due pagine su Ottobre
Al quarto disco Dente ha trovato l’equilibrio e, oltre a guarda al mondo indie straniero (Beck, o Eels), si mette a confronto con la tradizione italiana, quella vera. E ci riesce!- ROLLING STONE, (4/4) recensione boxata su Ottobre
La conferma è confermata: Giuseppe Peveri è bravissimo- BLOW UP, (8/10) copertina del numero di Ottobre, intervista di sei pagine e recensione boxata
Dente è tra i pochi in grado di infondere un’anima alle parole e di unirla in modo indissolubile alla musica, raccogliendo una grande tradizione e arricchendola di un’intimità unica, intrisi di ironia e sapori agrodolci- JAM, (4/4)
Lo stile è essenziale e melodico, basato sul classico binomio voce-chitarra impreziosito da arrangiamenti sofisticati con qualche tocco di elettronica. I testi, un’abile miscela di ironia e malinconia, condita da giochi linguistici, piacciono molto- MERIDIANI, Ivo Franchi
Figlio più di Belle And Sebastian che dei vari depressi degli anni Settanta nostrani, Dente canta amore e bellezza al contrario, con romanticismo e disincanto che non fanno sconti nell’uso delle parole: armi terribili in quanto fraintenderle è semplicissimo- IL MUCCHIO, John Vignola, (3/4) recensione e intervista su Ottobre
Consigliato a chi predilige stile romantico e malinconico di Francesco De Gregori- L’OFFICIEL HOMME, Massimiliano Leva
Il terzo disco del cantante emiliano è un piccolo miracolo di equilibrio tra melodie moderne e classiche, che profuma di Cramps, ma che non si lascia travolgere dalla malinconia- ON STAGE, (4/5)
La scrittura sincera e diretta, emozionante e ironica, riesce innanzitutto a sorprendere aumentando l’entusiasmo di ascolto in ascolto- ROCKERILLA, (7/10) recensione boxata su Ottobre
I punti di forza della vena artistica di Dente riesiedono senza dubbio nei testi e in quel modo di cantare da malinconico chansoinner che in “Giudizio Universatile” e “Rette Parallele” offre il meglio di sé- CORRIERE MERCANTILE
Dente possiede una facilità di scrittura che è di pochi, e che può essere accostata senza paura di esagerare a quella del compianto Elliott Smith, non a caso uno dei mentori del cantautore originario di Faenza, ma oggi trapiantato a Milano- EXTRA MUSIC MAGAZINE
Che Dente sappia scrivere grandi canzoni d’amore non è una novità, ma la capacità di mettere insieme strofe e ritornelli è ormai arrivata a un livello assoluto…Per tutto questo e per la capacità di legare ogni elemento nel modo giusto, “Io tra di noi” è uno dei migliori dischi pop fatti in Italia- ROCKIT
Il passo in avanti è evidente: se prima i testi di Dente erano spaccati emotivi, rivoltati in finale di canzone a trasformarne l’intero significato, ora, accanto alla classicità italiana di un pezzo come il singolo Saldati, fanno il loro ingresso gli spaccati del quotidiano- SENTIREASCOLTARE, (7.7)
Il cantautore dell’ “amore appena” (appena trovato, appena finito) che ha saputo coniare un suo vocabolario poetico personalissimo ed efficace con cui ha rimpiazzato la rima cuore/amore, torna con un album “universale”- VOGUE
Rime stralunate e giochi di parole spesso geniali, romanticismo di tutti i giorni un po’ triste e un po’ no, arie morbide che richiamano sia varie facce della tradizione cantautorale italiana, sia l’indie-pop anglosassone più melodico e vintage. Allo stesso tempo, però, hanno la capacità di guardare oltre, senza accomodarsi su un modello collaudato, rivelando una crescente maturità sia nei testi sia nella musica- WIRED, anterpima del singolo Saldati